Sabina's profileLa traduttrice nello zooBlogListsGuestbook Tools Help

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    November 01

    Ci siamo trasferiti…

    Il mio blog prosegue a questo indirizzo:

    http://latraduttricenellozoo.blogspot.com/

    Veniteci a trovare. Vi aspettiamo!

    Nick & Bine Seiseralmbahn

    August 28

    Chariot: accessori, accessori, accessori!

    Cari “chariottisti” e appassionati del movimento con i pargoli, sono veramente entusiasta, perché continuo a ricevere un sacco di mail da persone interessate al Chariot e alle soluzioni di trasporto bambini. Ma allora gli italiani si stanno mobilitando nel vero senso della parola? :-)

    Il giorno del raduno a Peschiera ho incontrato per caso 2 chariottisti tedeschi e una famiglia con un rimorchio di un’altra marca. Tutti entusiasti e felici del loro acquisto. Qualche settimana a Merano ho incrociato un Chariot Cougar trainato da una mountainbike. Martedì a Fiè allo Sciliar ho visto un Tout Terrain e ieri un Chariot Cougar in configurazione da jogging. Insomma, siamo in aumento!!

    E visto che siamo in aumento, passiamo ai dettagli tecnici. Per esempio gli accessori, questi sconosciuti. Se non li hai mai visti dal vivo non riesci a immaginare come possano funzionare.

    Baby Bivy (porte-enfant):

    Questa specie di porte-enfant/sacco-nanna può essere usato fin dal primo giorno. Molti preferiscono però passare direttamente all’amaca (vedi sotto), poiché ha un uso più lungo nel tempo.

    Infant Sling (amaca per bebè):

    Grazie al mini-raduno del 14 giugno (eravamo in pochi, ma saremo sempre di più!), ho avuto modo di mettere mano sull’amaca (“infant sling”) della Chariot:

    Daniela e Mirko Chariot CX1

    Come potete vedere, all’inizio il neonato deve prendere confidenza, ma vi assicuro che ho visto bebè in montagna, trasportati nel loro Chariot, che se la dormivano alla grande! Per cui la comodità è assicurata. L’amaca va usata da ca. 1 a 10 mesi.
    Il bambino non deve essere trasportato nel rimorchio in configurazione rimorchio fino a 10 mesi.

    Questo tipo di accessorio è uno dei pochi che richiede un’installazione vera e propria, ovvero bisogna fissarlo con delle viti al telaio. Va però anche detto che una volta installato, non lo toglierete finché il bambino non avrà un’età sufficiente per essere trasportato con il sedile imbottito / riduttore (“infant seat”).

    Infant Seat (riduttore):

    NickChariot_Caorle07

    Il riduttore permette due configurazioni: intero, facendo passare gli spallacci nei fori appositi, oppure ripiegato e con gli spallacci sopra, quando il bambino è più grande:

    Chariot CX1 seggiolino interoChariot CX1 seggiolino ripiegato

    Il riduttore nuovo è in un materiale più traspirante e chiaro (grigio) rispetto a quello che vedete nella foto.
    Inoltre, sul sito ufficiale della Chariot, ora questo accessorio è stato sostituito dal Baby Supporter.

    Il riduttore va usato da ca. 3 a 18 mesi.

    Quando il bambino non ha più bisogno del riduttore, potete sfilarlo e rimane la seduta in tela, nuda e cruda:

    Chariot CX1 cinture

    Cargo Rack (portabagagli).

    Ora passiamo a un accessorio che mi è arrivato poco tempo fa: il Cargo Rack ovvero il portabagagli:

    Cargo Rack mounted 

    In realtà questo “portabagagli” non può supportare grossi pesi (max. 5 kg). Tuttavia è estremamente per le cose ingombranti che pesano poco, come in questo esempio:

    Cargo Rack mounted (1)

    Ebbene sì, il nostro amico Rody viene sempre con noi.. ovunque! :-)
    Il portabagagli è dotato di una fascia elastica regolabile, con cui fissare gli oggetti. Immaginate se mi volasse via Rody mentre sono per strada… sarebbe terribile!

    Purtroppo il portabagagli è adatto solo alle versioni X-Country, ovvero il CX, il Cougar e il Cheetah.
    Ma è anche vero che gli altri modelli hanno molto più spazio posteriore, dove caricare materiale.

    Illuminazione:

    Un altro accessorio carino è l’illuminazione con LED “Strobelite Strobe Kit”. Si tratta di una fascia luminosa da applicare ai lati del Chariot, per aumentare la visibilità.

    Esiste però un altro accessorio, non di marca Chariot, ma molto bello: la Weber mLite:

    Weber mlite Weber mLite (near)

    Questa luce viene fissata alla bandierina posteriore tramite degli elastici. La posizione alta fa sì che il rimorchio sia più visibile rispetto a un fanalino di coda o i catarifrangenti del Chariot.

    Dato che siamo in tempa di illuminazione, vi segnalo anche la soluzione da me adottata per massimizzare la visibilità del Chariot e della mia bici:

    - luce posteriore (rossa) applicata sul maniglione del Chariot:

    Chariot luce posteriore (1) Chariot luce posteriore

    - nastro riflettente applicato in diversi punti del maniglione (v. foto qui sopra) e sul telaio:

    Chariot catarifrangenti (1)   

    Come forse sapete, le ruote del Chariot sono dotati di una banda catarifrangente, per cui il nastro riflettente è superfluo, ma se un giorno cambiate copertoni, allora sì che vi saranno utili.

    Ruote di scorta:

    A proposito di ruote: i copertoni e le camere d’aria si trovano presso i rivenditori autorizzati. È un buon investimento per chi fa cicloturismo, anche se in 3 anni non mi è mai capitato di bucare!

    Catene:

    Ora passiamo all’ultimo accessorio secondo me degno di nota. Quella cosa che tutti dovrebbero comperare al momento dell’acquisto: una catena solida e lunga per evitare che il vostro investimento vada in fumo dopo solo qualche giorno.

    Esistono dei modelli molto pratici, come quello che ho io, p.es. Lo vedete nella foto qui sopra. È un cavo di metallo a spirale, che ingombra poco e che si fissa al telaio tramite un comodo supporto. Questi sistemi antifurto devono avere una buona lunghezza, altrimenti non riuscirete a legare il Chariot e la bici. Oppure potete optare per una catena per la bici e una per il Chariot.

    Concludo questa piccola rassegna, aggiungendo che non ho trattato i cosiddetti “conversion kit”  per trasformare il Chariot in rimorchio per bici, trekking, sci fondo, passeggino, buggy ecc., dato che sono già stati trattati in un altro post.

    MI SONO TRASFERITA! Il prossimo articolo sui rimorchi lo trovate qui: http://latraduttricenellozoo.blogspot.com/2009/11/il-prossimo-chariot.html



    May 27

    1° raduno di rimorchi per bici

    IMG_2341_edited IMG_2331_edited Nick Chariot Lift Seiseralm

    Su grande richiesta, ecco a voi il 1° raduno per bici + rimorchio!

    A chi è rivolto:

    Qualsiasi mezzo a due ruote non motorizzato, con un rimorchio di qualsiasi tipo (per bambini, cani, fare la spesa, trekking ecc.). Ovviamente sono benvenute anche le persone che non possiedono (ancora) un rimorchio e vorrebbero vederlo in azione!

    Quando:

    Domenica 14 giugno 2009, ore 9 (per evitare il caldo).

    Dove:

    Il percorso ciclabile scelto è quello che va da Peschiera del Garda (VR) a Mantova (45 km). Si pedala lungo il fiume Mincio, passando Borghetto e Valeggio sul Mincio, fino a giugnere a Mantova. Ovviamente ognuno è libero di fermarsi prima, per es. a Valeggio (10 km) o a Roverbella (20 km), e aspettare gli altri per il ritorno.

    Luogo d'incontro: inizio della ciclabile a Peschiera

    Qui potete vedere delle foto e la presentazione del percorso ciclabile.

    Riassumo qui le informazioni salienti:

    Il posto più comodo e più facilmente raggiungibile per percorrere la ciclopedonale del Mincio è Peschiera del Garda.
    Dall'autostrada A4 Milano-Venezia si esce proprio a Peschiera e ancor prima di entrare nella città fortificata, lungo le rive del Mincio e del lago di Garda, si trovano alcuni parcheggi.
    Il percorso ciclabile si raggiunge entrando nella fortezza ed uscendo da porta Brescia. Attraversato il ponte pedonale si svolta a sinistra e si raggiunge l'argine (destra idrografica) del fiume Mincio.
    Alcuni cartelli, dai quali sono state tratte le foto didascaliche, illustrano il percorso ciclo pedonale percorribile parzialmente anche con i roller o pattini e, ovviamente, anche a piedi.
    Nei fine settimana dei periodi primaverili ed estivi vi è un servizio autobus con trasporto biciclette tra Mantova e Peschiera.

    Dotazione consigliata:

    - casco
    - giacca impermeabile
    - un cambio abiti
    - crema solare
    - acqua potabile
    - pranzo al sacco
    - kit riparazione ruota  o bomboletta
    - kit di pronto soccorso
    - cellulare

    Se vi è possibile, annunciate la vostra presenza, di modo che prima di partire possiamo verificare di esserci tutti.

    Vi aspetto numerosi!

    May 13

    Muffin ai cranberry: buoni e fanno bene

    cranberry

    Ultimamente ho scoperto i mille benefici di uno straordinario frutto dal nome “cranberry”, ovvero mirtillo rosso americano (vaccinium macrocarpon). Il suo alto contenuto di proantocianidine (PAC) previene infatti le infezioni delle vie urinarie. Per chi come me e molte altre donne soffre di cistiti ricorrenti, questo frutto è un vero toccasana. Lo si trova anche in compresse o bustine da sciogliere nell’acqua, ma vuoi mettere il gusto di bere il succo, mangiare la marmellata, i frutti freschi o dei deliziosi muffin? ;-)

    Ecco la ricetta che ho usato io per i muffin ai cranberry:

    Cranberry muffins

    200 gr. di farina di farro integrale
    50 gr. di farina di riso
    250 gr. di yogurt naturale
    80 ml d’olio d’oliva
    scorza di limone non trattato gratuggiata
    2 cucchiaini di lievito istantaneo per dolci
    100 gr. di zucchero di canna
    1/2 bicchiere di latte
    200 gr. di cranberry secchi o surgelati (senza scongelarli prima)

    Mescolare gli ingredienti, versare negli stampini per muffin e infornare per 25-35 min. a 180°C.

    Non toglieteli subito dagli stampini, lasciate che prima si raffreddino per bene e fate attenzione che non prendano correnti d’aria, altrimenti si potrebbero afflosciare.

    In teoria ci andrebbero anche due uova, ma visto che io non amo molto i grassi animali, li ho fatti senza e ho aggiunto il latte per ammorbidire l’impasto.

    Versione vegan:

    Stessi ingredienti come sopra sostituendo lo yogurt con yogurt di soia o di riso e il latte con latte di soia o di riso.

    April 03

    Bruscandoli e carletti

    Per chi, come me fino a qualche anno fa, non sapesse cosa sono i bruscandoli e i carletti ecco una piccola guida a queste erbe commestibili:

    Silene rigonfia, carletti, sciopetti, stridoli, sgrisoloni, strìguàl…:

    Silene

    Queste foglie comestibili fanno parte di quella pianta che forma dei calici bianchicci, che prima di schiudersi possono esser fatti scoppiare sulla mano – almeno è quello che facevamo noi da piccoli.

    I carletti si trovano un po’ ovunque in primavera, nei prati, vicino ai sentieri, sulle rive dei fiumi… Questo è il periodo in cui raccoglierli (se smette di piovere, certo).

    Sono ottimi per fare il risotto, le lasagne, frittate o come ripieno per tortelloni:

    Silene Tortelloni

    Questi tortelloni li ho fatti io come esperimento e devo dire che sono ottimi. Piacciono molto anche ai bambini, perché il sapore è dolce e ricorda un po’ i piselli.

    Ecco la ricetta:

    Pasta:

    100 gr. semola di grano duro
    100 gr. farina (integrale o 00)
    1 cucchiaio d’olio d’oliva extravergine
    2 uova

    Ripieno:
    Silene, parmigiano reggiano e ricotta.

    Luppolo selvatico, bruscandoli, vartìs, asparagine…

    bruscandoli pianta 

    I bruscandoli si trovano in primavera in riva ai fiumi, in mezzo ai rovi e le siepi. Io di solito non li raccoglievo perché una volta ho trovato una vipera in mezzo ai rovi. Ma dopo 3 anni di pausa, eccomi di nuovo a raccogliere bruscandoli. Ho fatto un’uscita la settimana scorsa e ne ho trovati moltissimi e buonissimi in riva al nostro fiume.

    Il sapore del bruscandolo è un po’ amarognolo ma nei risotti è davvero speciale. Io lo uso anche per il farrotto, il migliotto o l’orzotto. Quest’ultimo è il preferito dalla nostra famiglia, perché rimane sempre croccante e i chicchi hanno una forma simile al riso:

    Orzotto con bruscandoli

    Leggo su Wikipedia una cosa che non sapevo ma che è degna di nota (per non finire in ospedale):

    Non vanno confusi con i rami fioriferi di altre piante solo a prima vista simili, quali l'Ornithogalum o Latte di gallina, un genere che conta molte specie assai tossiche.

    March 21

    Ricette con il tempeh

    Ammetto di aver riscoperto il tempeh solo da qualche anno. E ora che l’ho riscoperto sono riuscita a farlo apprezzare a tutta la famiglia.

    Mio figlio ha inventato questa ricetta per la pizza con tempeh e zucchine:

    Per l’impasto:
    200 g. di farina di kamut integrale (meglio se macinata fresca)
    50-100 g. di semola di grano tenero
    un cucchiaino di lievito di birra oppure mezzo cubetto di lievito di birra
    acqua e sale q.b.

    Per il condimento:
    2 zucchine tagliata a fette finissime con il pelapatate
    1/2 panetto di tempeh tagliato a fettine
    2 cucchiai di tamari
    salsa di pomodoro q.b.
    1 presa di origano

    Marinare il tempeh e le zucchine nel tamari.
    Nel frattempo preparare l’impasto per la pizza e disporlo sulla teglia. Farlo lievitare per 1-2 ore in un luogo a riparo dalle correnti d’aria.

    Guarnire la pizza con la salsa di pomodoro, le zucchine e il tempeh. Cuocere per ca. 15 minuti a 220 gradi.

    Pizza vegan con tempeh (1) 

    Ed ecco un piatto molto veloce che ho praparato l’altra sera: Ebly con tempeh e verdure

    250 g di Ebly (grano tenero)
    1/2 panetto di tempeh tagliato a fettine
    100 g. di piselli surgelati
    100 g. di spinaci surgelati
    70 g. di zucca tagliata a pezzettini
    1 scalogno
    1 cucchiaino di miso
    1 cucchiaino di brodo vegetale in polvere
    2 cucchiai d’olio d’oliva extravergine
    ca. 500 g. d’acqua

    Far rosolare lo scalogno tagliato fino nel wok. Aggiungere le verdure surgelate e l’Ebly e tostare per qualche minuto, aggiungere l’acqua e gli altri ingredienti e far cuocere per circa 10-15 minuti.

    Ebly con tempeh e verdure

     Ebly con tempeh e verdure (1) 

    March 13

    Errori di lievitazione

    Oggi ho pensato di documentare un mio errore di lievitazione. Visto che tutte le ricette spiegano come fare ma non come non fare :-)

    Una volta mi è capitato di fare la pasta della sera il mattino. Errore, perché poi i tempi non coincidono. Infatti mi sono ritrovata a fare poi la pasta del mattino la sera e mi sono addormentata prima di poter infornare il pane… L’impasto ha fatto una seconda lievitazione lunga, con il seguente risultato:

    Troppa lievitazione (1)

    Troppa lievitazione (2)

    Troppa lievitazione 

    Come potete vedere, la crosta si è tutta crepata e il pane non si è gonfiato a dovere. Questo pane, che è sicuramente il pane preferito dai miei ospiti, è stato mangiato lo stesso – inutile dirlo – però era un po’ “impaccato”. Il motivo di questo aspetto raggrinzito, screpolato e afflosciato sta nel fatto che la lievitazione (almeno con i fermenti Sekowa) arriva al suo top dopo circa 12 ore (durante la prima fase di lievitazione della pasta della sera) mentre la seconda lievitazione (della pasta della mattina) non deve durare più di un’ora. Dopo di che l’impasto inizia a sgonfiarsi.

    Sono sicura che posterò altri errori di lievitazione in futuro :-)

    March 07

    Epilessia: la Sindrome di West (o spasmi infantili)

     Nick_IkeaBär

    Il 18 gennaio la neurologa ha dichiarato Nicholas ufficialmente guarito.
    Sono passati più di 3 anni dalla scoperta della Sindrome di West, dagli esami, dai video-elettroencefalogrammi, dalle serate passate accanto al suo letto mentre si addormentava, sperando che non avesse più crisi… A me sembra che siano passati secoli. Probabilmente il mio cervello cerca di cancellare quel periodo, anche se ho sempre creduto che sarebbe finita bene.

    Non posso dimenticare quei momenti. Ricordo come mi sono sentita quando ho sentito la parola “epilessia”, e dopo cinque giorni, quando ci hanno detto “andate pure a casa”. Abbiamo dormito in tre nel lettone e quando ci siamo svegliati non sapevamo cosa fare.

    È per questo che ho voluto scrivere questo post: voglio dare un messaggio positivo. Per tutti i genitori che si trovano davanti a questa diagnosi.

    Non voglio fare un excursus su questa malattia, ma spero di fornire qualche informazione utile.

    Cos’è la Sindrome di West: 

    La sindrome di West (WS) è un disordine cerebrale unico, che colpisce quasi esclusivamente gli infanti prima dei 12 mesi. La WS è una distinta encefalopatia globale età correlata, che comprende molteplici disturbi dello sviluppo cerebrale , per questo, la WS rappresenta una sindrome che simboleggia la neurologia pediatrica nella sua totalità . […] Colpisce metà dei bambini con epilessia severa, uno su 2000-3000 nati vivi, per il 60% maschi. Il picco di presentazione è nel primo anno di vita. La malattia combina le manifestazioni di una triade: contrazioni muscolari assiali improvvise che si presentano a gruppi, ritardo o deterioramento psicomotorio, e attività parossimale diffusa maggiore all'elettroencefalogramma (conosciuta come ipsarritmia). I casi sintomatici rendono conto di più dell'80% dei casi. Molti pazienti non presentano più spasmi dopo i 5 anni d'età, sebbene la maggior parte dei bambini continuino a presentare altri tipi di convulsioni, ritardo cognitivo e/o motorio e problemi comportamentali

    [tratto da: http://malattierare.regione.veneto.it/cerca_it/dettaglio.php?lang=ita&id=1989]

    Esistono casi di bambini che superano indenni la fascia d'età in cui si verifica la Sindrome di West. Spesso questi sono i cosiddetti casi idiopatici (Sindrome di West primaria), senza alcuna causa nota, metabolica o organica sottostante. C'è chi pensa anche che vi sia una correlazione con i vaccini. A tale proposito cito qualche studio sulla correlazione tra vaccini e Sindrome di West:
    - Adverse Effects of Pertussis and Rubella Vaccines.
    - Vaccine Adverse Reactions: Separating Fact From Speculation
    - Articoli disponibili su PubMed sulla correlazione tra vaccino pertussico e Sindrome di West

    La Sindrome di West secondaria ha invece una causa nota, per esempio malformazioni cerebrali, sclerosi tuberosa o Sindrome di Down. I bambini affetti dalle forme secondarie solitamente hanno delle prospettive meno buone, ma è comunque difficile fare previsioni. Ci sono bambini che subiscono interventi chirurgici e che poi vivono una vita normale.

    Una volta usciti dalla fascia d'età della Sindrome di West, i bambini possono sviluppare altri tipi di epilessia, tra cui la Sindrome di Lennox-Gastaut.

    Per approfondire l’argomento, indico qualche sito interessante:

    - Registro delle malattie rare della Pediatria di Padova 
    - Epilepsy Foundation
    - West Syndrome Support Group
    - Infantile Spasms Resources
    - Infantile Spasms
    - A.I.C.E. (Associazione Italiana Contro l’Epilessia)
    - Telethon 

    Personalmente ho trovato grandi risorse (e amicizie) nei forum e gruppi di discussione, in particolare nei seguenti:

    - Infantile Spasms Yahoo Group: un gruppo americano, ma partecipano genitori di tutto il mondo
    - IS Grads: un gruppo sempre americano per i genitori di bambini più grandi, che hanno superato la fase e l’età degli spasmi infantili

    Diagnosi e terapia:

    Come riconoscere la Sindrome di West?
    La tipologia più caratteristica è il cosiddetto “Tic di Salaam”, ovvero una flessione brusca, spesso della durata di pochi secondi, che assomiglia al saluto musulmano, con flessione del capo in avanti.  Ma esistono anche movimenti delle braccia verso l'alto, che possono talvolta essere confusi con il riflesso di Moro, oppure movimenti appena percettibili, ma ripetuti in serie (cluster)e molte volte durante il giorno. Gli spasmi si verificano spesso durante il passaggio dalla veglia al sonno e viceversa.

    L'elettroencefalogramma di un bambino affetto da Sindrome di West presenta una caratteristica disorganizzazione globale dell'attività di fondo, chiamata ipsarritmia.
    Il terzo fattore della cosiddetta “triade” della Sindrome di West  è il ritardo dello sviluppo psicomotorio. Non sempre tutti e tre i fattori sono presenti o chiaramente constatabili. Questo rende più difficile la diagnosi.

    Quando il bambino viene ricoverato per sospetta Sindrome di West, gli viene fatto un EEG o meglio un Video-EEG. Solitamente vengono fatte anche ulteriori indagini (p.es. risonanza magnetica) per verificare se esistono malformazioni, e vengono eseguiti degli esami del sangue per controllare la presenza di malattie metaboliche. Spesso vengono fatte delle iniezioni di vitamina B, poiché in certi casi un’insufficienza di questa vitamina potrebbe essere la causa scatenante. Altrimenti, per tenere sotto controllo gli spasmi si opta per un approccio farmacologico o chirurgico.

    La Sindrome West è spesso farmacoresistente, tuttavia esistono anche molti casi in cui la terapia dà un buon esito e il bambino riesce poco alla volta a recuperare il ritardo accumulato durante la fase degli spasmi.
    Non entro nel dettaglio delle cure antiepilettiche, anche perché per fortuna non ho esperienza in merito.

    Concludo segnalando dei link a qualche video sugli spasmi infantili, dato che mi sono spesso sentita dire che una diagnosi precoce è l'arma migliore per iniziare una terapia tempestiva e limitare i danni:

    http://www.youtube.com/watch?v=KLVFw3Ei7kY
    http://www.youtube.com/watch?v=AQ3ZbWPSx1g
    http://www.youtube.com/watch?v=Jhv1KfloDO8&feature=related


    Ringraziamenti:

    Ringrazio tutti gli amici e parenti che ci sono stati vicini durante il ricovero in ospedale e dopo.
    Ricorderò per sempre la gentilezza e professionalità dell’équipe medica e il personale del Reparto di Neurologia e di Neurofisiologia e Neuropsicologia di Padova.
    Un grazie anche da parte di Nicholas :-)

    Nick & Aaron disko Feb.09 (2)

    March 05

    Filetti di pesce (o tofu o seitan) impanato

    Panierter Fisch

    Una delle pietanze preferite di mio figlio è il pesce, il tofu o il seitan impanato. Ma non quello comperato, troppo facile… No, lo vuole fare lui. E allora io appronto la cucina in modo che lui possa impanare mentre io mi occupo della cottura.

    Nick - panierter Fisch (1)

    Questa è la nostra personale ricetta:

    - filetti di merluzzo, tofu o seitan
    - pan grattato
    - fiocchi di cereali e/o azuki
    - uova

    Penso che il procedimento sia noto a tutti. L’unica differenza rispetto all’impanatura normale è l’aggiunta di fiocchi di cereali e/o azuki al pan grattato.

    Per migliorare il sapore del tofu impanato lo si può marinare prima in un po’ di salsa di soia con dello zenzero.

    Noi per la cottura usiamo il wok, ma ovviamente va bene anche una normalissima padella. La comodità del wok è la griglia su cui far scolare e raffreddare il cibo.

    Panierter Fisch (2)

    In futuro proverò a cuocerli in forno, ma per ora, visto che questa ricetta la facciamo molto raramente, ci concediamo la frittura. Solitamente uso l’olio d’oliva, ma stavolta ho usato un olio di semi e devo dire che preferisco il sapore dell’oliva, anche se ovviamente costa di più…

    Si accompagna molto bene a dell’insalata. Ai bambini si possono proporre carote e finocchi crudi. Almeno è quello che Nicholas ha scelti di mangiare assieme ai “suoi” filetti impanati.

    Si vede che non sono abituata a mangiare la roba fritta, mi è venuto un gran sonno e sono già a letto… ;-)

    del.icio.us tags: , , , , , ,

    March 01

    Pane di farina di farro macinata in casa e nocciole (e noci)

    Pane semi-integrale noci e nocciole

    Senz’ombra di dubbio questo è pane che riscuote più successo tra piccoli e grandi.
    Di solito lo faccio solo con le nocciole, ma visto che non ne avevo abbastanza, ho aggiunto delle noci.

    Sicuramente un fattore importante della bontà del pane è la farina macinata al momento. Ma di questo parlerò in un post apposito.

    Il procedimento per la preparazione del pane alle nocciole/noci è quello già descritto, con qualche leggera modifica.

    Pasta della sera: 

    - due cucchiaini colmi di pasta madre
    - un cucchiaino colmo di fermento Sekowa in granuli
    - 300 gr. di farina di frumento tipo “0”
    - 250 gr. d’acqua a 40°C

    Mescolare tutto e mettere l’impasto in un recipiente chiuso ermeticamente nel forno spento con la luce accesa e/o una borsa dell’acqua calda.
    Lasciar riposare per circa 10 ore. Alla fine di questa fase, si devono vedere delle bolle nell’impasto.

    Attenzione! Se lo fate lievitare troppo avrete un pane sgonfio, appiattito e con le crepe (approfondirò questo aspetto più avanti).

    Pasta del mattino:

    Macinare 500 gr. di farro perlato utilizzando il Bimby oppure un macinacereali. Con il Bimby bisogna iniziare a macinare a velocità bassa e poi aumentare un po’ alla volta arrivando alla velocità 10, fino ad ottenere una farina della consistenza desiderata. (ca. 1.30-2  min. per 100 gr.) Io di solito faccio una parte di farina macinata finissima e un’altra più grezza. Il risultato è ottimo.

    A questi 500 gr. di farina integrale di farro aggiungere:
    200 gr. di farina di frumento tipo “0”
    2 manciate di nocciole sgusciate non tostate
    1 manciata di noci sgusciate non tostate
    20 gr. di sale
    ca. 500 gr. d’acqua a 40°C (l’impasto deve avere la consistenza che permette di fare dei panini, volendo; per cui non troppo liquido)Mescolare tutto e mettere l’impasto in un recipiente chiuso ermeticamente nel forno spento con la luce accesa e/o una borsa dell’acqua calda.
    Lasciar riposare per 50 minuti. Alla fine di questa fase, si devono notare le prime bolle.

    Fare i panini o mettere l’impasto in una o più forme per pane in cassetta.
    Io ho usato una forma in silicone per pane in cassetta da 500 gr. e una cassetta in cartone per muffin.

    Attenzione! Oleate bene l’interno della cassetta di cartone e cospargetela con pan grattato, altrimenti il pane si attaccherà – ve lo assicuro… :-(

    Far riposare di nuovo 50 minuti seguendo le stesse modalità di cui sopra.

    Infornare a 220°C (forno preriscaldato) con una recipiente d’acqua bollente sul ripiano inferiore.
    Cuocere per ca. 45 minuti il pane in cassetta; per i panini ci vuole meno, massimo 35 minuti.
    I tempi di cottura dipendono dal forno e dalle dimensioni dei pani.

    Quando sfornate il pane, non toglietelo dagli stampi, per evitare che si secchi. Dopo una decina di minuti, giratelo a testa in giù dentro lo stampo, di modo che la parte superiore che nel frattempo si è seccata, riassorba umidità. Un buon metodo è anche quello di lasciare il pane nella cassetta e spennellarlo con dell’acqua sulla parte superiore.

    Se fate dei panini, si consiglia sempre di spennellarli con dell’acqua, altrimenti la crosta diventerà dura. C’è a chi piace, certo, ma essendo pane integrale, diventerà molto dura! ;-)

    January 29

    Non è vero che tutti i bambini mangiano le porcherie…

    Tofu con piselli e carote

    Ieri  è stata una giornata memorabile nutrizionalmente parlando:

    Nicholas (che fa 4 anni ad aprile) mi ha chiesto di portargli dell’ananas come merenda, quando lo andavo a prendere all’asilo. Così mi sono presentata con la sua lunchbox con dentro pezzetti di ananas e delle nocciole. Lui, orgogliosissimo, lo ha fatto vedere a tutti i suoi compagni: “guardate, un ananas! è buonissimo”! mentre lo guardavano con gli occhi sgranati…

    In macchina, Nicholas mi dice “sai, oggi a pranzo ho detto alla Maria (quella bionda) che tu mi hai detto che i bambini mangiano le porcherie. E lei mi ha detto che non è proprio vero, che forse ti eri sbagliata… e io ho detto, sì, forse voleva dire che ci sono dei bambini che mangiano porcherie….”

    Rientrati a casa dopo i vari giri, abbiamo deciso di fare una torta alle carote (“come diceva la nonna, sì, dai!”) . Ho preso una ricetta, l’ho modificata leggermente e l’ho infornata. Ovviamente mentre io preparavo, Nicholas mi “aiutava" mangiando carote a tutto spiano :-)

    Poi mi sono messa a preparare la cena vera e propria. L’idea mia era di fare i bastoncini di pesce (piacciono a tutti i bambini…) ma mentre cucinavo il tofu con piselli e carote (che era più indirizzato a me), Nick ha voluto assaggiare il tofu scondito (che a dire il vero non sa proprio di niente). Ho dovuto chiudere la pentola, altrimenti se lo magnava tutto!

    Infine, a tavola è andata così: Nicholas si è fatto fuori un bel po' di tofu con le verdure, i bastoncini sono andati in parte in pasto al gatto che li ha intercettati incustoditi… e abbiamo chiuso la cena in dolcezza, con la torta di carote e la crema di soia, vaniglia e sciroppo d'acero.

    Nicholas ha detto: “brava, mamma, hai fatto proprio una buona cena”

    Che soddisfazione!

    A dire il vero il momento di massima soddisfazione è stata quando qualche settimana fa ho chiesto a Nicholas cosa volesse per cena e lui ha risposto “Seitan!” :-)

     

    January 24

    Pane al farro integrale al 100%

     Pane integrale 100% farro Pane integrale 100% farro (1)

    È una giornata memorabile. Ho appena assaggiato il mio primo pane di farina di farro integrale al 100%. Ed è sofficissimo!

    Il trucco sta sicuramente nella pasta madre creata con il fermento Sekowa. Infatti questo tipo di pasta madre è particolarmente adatto ai pani integrali.

    Pasta della sera:

    20 gr. di pasta madre (due cucchiaini colmi)
    6 gr. di fermento Sekowa in granuli (due cucchiaini colmi)
    400 gr. di farina di farro integrale
    300 gr. d’acqua a 40°C

    Mescolare tutto e mettere l’impasto in un recipiente chiuso ermeticamente nel forno spento con la luce accesa e/o una borsa dell’acqua calda.
    Lasciar riposare per almeno 12 ore. Alla fine di questa fase, si devono vedere delle bolle nell’impasto.

    Pasta del mattino:

    Aggiungere alla pasta della sera:

    600 gr. di farina integrale di farro
    20 gr. di sale
    650 gr. d’acqua a 40°C

    Coprire l’impasto e far riposare in un luogo caldo e al riparo dall’aria per 30-50 min.
    Alla fine di questa fase, si devono vedere delle bolle.

    Fare i panini o mettere l’impasto in una o più forme per pane in cassetta. Io ho usato una forma in silicone per pane in cassetta da 500 gr. e uno stampo per muffin, per fare dei panini.

    Far riposare 30-50 minuti.

    Decorare con semi di vario tipo (lino, girasole, sesamo, zucca…).

    Infornare a 220°C (forno preriscaldato) con una recipiente d’acqua bollente al ripiano inferiore.
    Cuocere per 35 min. i panini e il pane in cassetta per ca. 50. I tempi di cottura dipendono dal forno e dalle dimensioni dei pani.

    Buon appetito! :-)

    January 23

    Lievito naturale: la pasta madre fatta con il fermento Sekowa

    L’anno scorso ho scoperto il fermento Sekowa, una coltura starter  molto pratica da utilizzare soprattutto per il pane integrale (più pesante), ma adatto anche per il pane bianco.

    Ho fotografato i vari passaggi del procedimento, che è facilissimo e dura un giorno, massimo due giorni:

    Sciogliere 20 gr. (un cucchiao colmo) di fermento Sekowa in  220 ml d’acqua a 40°C (testare la temperatura con il dito o con un termometro). Non devono esserci grumi.

    Aggiungere 100 gr. di farina 0 e 100 gr. di farina integrale. Mescolare bene (io uso il Bimby, tasto spiga).

    Mettere l’impasto in un recipiente chiuso ermeticamente (Tupperware o recipiente di vetro con tappo di chiusura) e far riposare nel forno spento per 12-18 ore con la luce accesa e/o una borsa dell’acqua calda per assicurare una temperatura costante di 28-30°:

    Pasta madre durante la prima lievitazione

    Al termine di questa fase, si devono vedere delle bollicine:

    Pasta madre dopo 1^ lievitazione Pasta madre dopo 1^ lievitazione nel Bimby

    (nella seconda foto è nel Bimby, pronto per l’aggiunta degli ingredienti per la 2^ fase.)

    Aggiungere a questo impasto 150 gr. di farina integrale e 150 gr. di farina 0.

    Mescolare bene! (io uso il Bimby, tasto spiga 1 min.).

    Mettere nuovamente l’impasto in un recipiente chiuso ermeticamente nel forno spento con la luce accesa e/o la borsa dell’acqua calda, per assicurare una temperatura costante di 28-30° per 5-7 ore. L’impasto è pronto quando ha raddoppiato il suo volume e toccandolo sulla superficie, collassa.

    Pasta madre pronta (dopo 2^ lievitazione)

    Ora la pasta madre è pronta per l’uso!

    Conservazione della pasta madre:

    La pasta madre può essere conservata in frigo in un recipiente chiuso ermeticamente, riempito massimo per 3/4, per una durata di 4 mesi!

    È normale che dopo qualche tempo la pasta madre formi uno strato grigiastro sulla sua superficie. Si può utilizzare tranquillamente anche questa parte più scura.

    Questa pasta madre può essere usata per fare pane integrale o bianco, pizza, dolci, insomma tutto quello che volete.

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    January 20

    Focaccia alla zucca

    Pumpkin Focaccia (1) 

    Ho appena sfornato questa deliziosissima focaccia alla zucca. La ricetta su cui mi sono basata è tratta dal libro “Pane” della Giunti. Ma io l’ho modificata come segue:

    Ingredienti:

    200 g di farina di frumento tipo 0 (Manitoba)
    200 g di polpa di zucca
    10 g di lievito di birra (io ho usato quello granulato che si trova da Naturasì)
    olio extravergine
    sale

    Procedimento:

    Cuocere a vapore la zucca tagliata a dadini e frullarla.

    Sciogliere il lievito di birra in un dito d’acqua a 40°C con l’aggiunta di un cucchiaino di zucchero. E lasciare che si gonfi (ca. 15 minuti).
    Inserire tutti gli ingredienti nell’impastatrice o nel Bimby e impastare per ca. 1 minuto, oppure amalgamare a mano.
    Mettere l’impasto in un luogo caldo e riparato dalle correnti d’ario (io lo metto nel forno spento), coprendolo con una pellicola o con un piatto, perché non si secchi. Anche in forno va coperto, altrimenti la “crosta” si secca. Lasciar riposare tutta la notte.

    Il mattino dopo togliere l’impasto dal recipiente, impastarlo nuovamente aggiungendo eventualmente un po’ di farina. Mettere l’impasto in una forma per pane in cassetta oppure creare dei panini, dei filoncini o delle focacce. Lasciare riposare per un’ora. L’impasto si deve “alzare” visibilmente. Nel frattempo accendere il forno a 220°C.

    Infornare a 200-200°C per ca. 30 minuti.
    Far raffreddare nella forma per pane in cassetta oppure sulla teglia e toglierlo soltanto quando sarà freddo.

    Ottimo con il formaggio fresco o stagionato, ma anche con la marmellata!

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    January 19

    Alles Gute Mama!

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    Fausthof, Völser Aicha, 17.01.2009

    January 15

    MINDY, border collie scappata spaventata da dei petardi - URGENTE!!

    Mindy è un border collie femmina di 4 anni, sterillizzata, con il pelo lungo marrone e bianco e gli occhi chiari.

    E' iscritta all'anagrafe canina con il microchip n. 380098100384228.

    E' una cagnolina molto timorosa, ma docile ed affettuosa.

    E' scappata di casa (in zona Voltabarozzo, Padova) saltando il cancello la sera del 3 dicembre scorso, perchè spaventata dal lancio di petardi da parte di alcuni ragazzini.

    Vi prego, dateci una mano a ritrovarla!

    Barbara 339 85.58.353

    Pierpaolo 349 79.23.460

     

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    January 14

    Cagnolini in cerca di casa

     

    Questi cuccioli,  due maschi e una femmina,  taglia medio piccola,  mamma pelo corto, papà pelo lunghetto,  40 giorni,  cercano urgenetemente famiglia che li sappia amare per sempre.

    Barbara 3383236881

     

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    January 12

    Notte: l'ombra di se stessa

    STA MORENDO.... AIUTATECI....

    Questo non è un appello come tutti gli altri....questo è un grido straziante, verso quello che i nostri occhi si rifiutano di vedere...

    Come è possibile...come si può ridurre un essere vivente l'ombra di se stesso...?

    Come si può condannarlo a pene atroci a sofferenza eterna....

    Come si può guardare i suoi occhi imploranti e tirare avanti senza provare nessuna pietà... Gridiamo alla vita...ma a volte, credetemi, la morte è l'unico rimedio al dolore...è la loro unica amica in un mondo fatto di indifferenza...dove lo spazio vitale è ridotto a pochi metri quadrati...dove il cibo scarseggia... dove la pazzia è in agguato... Piango mentre scrivo la storia di

    Notte...guardatela e ditemi se potevamo chiamarla diversamente... Notte non è più un cane...è un ombra...l'ombra di se stessa...

    Un ombra così esile che il maltempo di questi giorni rischia di cancellare per sempre

    dalla faccia delle terra....ed allora se ne andrà nello stesso modo in cui è venuta al mondo...nell'indifferenza.

    Nessuno piangerà per lei... nessuno scalderà il suo corpo nei suoi ultimi minuti di vita...nessuno

    la stringerà forte a se gridandole di restare....

    Notte morirà e di lei rimarrà solo una gabbia vuota che ben presto verrà occupata dal

    prossimo figlio del dolore...

    Notte è arrivata in canile che era solo una cucciola...credeva ancora nella vita...credeva che un giorno qualcuno l'avrebbe portata via da quell'inferno in cui era finita... Ma il suo alloggio consisteva in una piccola gabbia dalle sbarre arrugginite e purtroppo si trovava in uno di quei canili che definirli lager è fargli un complimento...

    Uno di quei canili dove i croccantini vengono allungati con l'acqua per far riempire prima il loro piccolo stomaco....

    Uno di quei canili che nessuno visita e dove le porte si aprono solo per entrare...

    E così goccia dopo goccia la clessidra della vita scandiva giorni, mesi, anni...

    Notte è cresciuta e piano, piano a smesso di sperare...

    La sofferenza era troppo e troppo il tempo passato dentro quella gabbia....e così Notte ha capito che lasciandosi andare avrebbe portato il suo già debole corpo alla distruzione...

    La distruzione sarebbe stata dolorosa, ma anche breve rispetto ai quattro

    lunghi anni passati ai limiti della disperazione....

    Ed è così che l'abbiamo trovata...così come la vedete in foto...dovrebbe pesare 20/25

    Kg ed invece ne pesa solo 11 kg...

    L'abbiamo lavata, portata dal veterinario ma al momento è stato impossibile farle il prelievo del

    sangue....è talmente magra che non sono riusciti a trovarle la vena....

    Notte ora ha circa 5 anni ed è di una dolcezza inaudita...come fa un esserino come lei ad avere ancora tutta questa fiducia nell'uomo...?

    Mamma mia quanto abbiamo da imparare da questi angeli..

    Notte è ubbidiente ed è sempre alla ricerca di quel contatto umano che le è stato sempre negato...ha un carattere mite e va d'accordo con tutti i suoi simili sia maschi che femmine...

    Notte ora si trova in pensione, ma ha bisogno dell'aiuto di tutti voi per trovare finalmente quella

    felicità che non ha mai conosciuto...

    Questo appello è veramente urgente perché la piccola si sta veramente lasciando andare (lo vedete voi stessi dalle foto allegate).

    Vi prego aiutateci a compiere questo miracolo di natale...!!! Se non potete prenderla con voi aiutateci a spargere la voce...insieme possiamo farla tornare a vivere..!!!! Non facciamola morire sola, dentro una gabbia....è così giovane ed ha una vita davanti a sé non facciamola spegnere...

    LA PORTIAMO IN TUTTA ITALIA PER UN ADOZIONE SERIA E CONTROLLATA NEL TEMPO.

    Silvia 389/9680355 Alessia 340/8111668 Fabiana 347/4726783

    e-mail: fdegiorgi@cartieremilianifabriano.com

     

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    November 24

    Salvate Beethoven!

     

    Beethoven ha un anno e mezzo ed è sanissimo!!!!

    Purtroppo è un randagio senza padrone e se non troverà nessuno che si occupa di lui andrà questa settimana stessa al canile di zona!

    E’ un cane molto dolce e vivace, ma rispettoso e sottomesso all’uomo!

    Vi prego, chi di voi avesse spazio e amore da dargli chiami IMMEDIATAMENTE il 338-2956045 (Adele)!

    GRAZIE!

     

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    November 12

    Amore incondizionato

    Ultimamente sono giunta alla conclusione che i cani mi fanno sempre pena: se vengono maltrattati, è ovvio, ma anche quando sono amati dai loro padroni, perché pendono dalle labbra di quell'essere umano, che quando esce dalla porta per buttare la spazzatura o per andare a firmare per la ricezione di una raccomandata, fa disperare il fido compagno, anche se solo per qualche istante. Lui, il più fedele che ci sia, vive per vedere tornare il suo compagno a due zampe. Lo ama e lo adora, anche se viene picchiato o chiuso in cantina. Probabilmente pensa che se lo merita e fa di tutto per riconquistare l'amore del suo amato "padrone".

    Ogni giorno esco più o meno alla stessa ora del mattino per accompagnare mio figlio all'asilo e torno dopo circa trenta minuti, eppure il nostro Aaron è sempre lì nell'angolino del giardino, che sbircia dalla siepe mentre me ne vado e piange, piano piano, facendo quel fischio che riconoscerei tra mille. E quando torno, è sempre lì. Per lui forse sono passate molte ore, giorni o settimane, ma non ha importanza, appena mi vede, è l'essere più felice del mondo. Felice di potermi salutare, fare le feste e mordicchiare la mano. Un benvenuto così caloroso riempie il cuore.

    Come fanno a non fare pena i cani, se pensiamo poi a tutti quelli maltrattati, abbandonati e ammazzati?

    Guardo questi occhi e continuo a non capire come si possa voler male a un essere del genere...

    So che potrebbe suonare banale, ma io adoro il mio cane! :o)

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